| A Rosazzo la Virtus gioca pesante... finisce in pareggio! |
Non sono granché a conoscenza di quale sia la vera caratteristica di gioco della Virtus Corno ma quello che è certo è che l'odierno avversario è sceso in campo nel “freddo” e direi alquanto vetusto impianto di gioco con un occhio speciale al nostro riguardo ed i molteplici acciacchi ai danni dei tenaci giocatori azzurri (compreso gli infortuni di Francesco Cappellari e De Fabris) alla fine lo stanno ampiamente a dimostrare lasciando... un bruttissimo segno. Ad essere sinceri l'incidente accaduto al nostro prode capitano sarebbe forse più di natura occasionale... ma tant’é... È evidente che l'estromissione dalla coppa (da parte nostra) avesse lasciato al loro interno dei notevoli strascichi tanto da doverci aspettare “al varco” con il classico dente avvelenato... da “belva ferita”.
Il loro stile di gioco (a differenza delle altre due occasioni nelle quali l'abbiamo incrociata in campionato e coppa) si è dimostrato decisamente un po' troppo maschio, sempre al limite della regolarità, basato esclusivamente sul puro agonismo ed assecondato da un arbitro a mio avviso troppo permissivo che ha lasciato correre tutto... o quasi. A fronte di ciò c'è da dire che anche le pessime condizioni di un disastrato terreno di gioco hanno sicuramente compartecipato in maniera considerevole e determinante a tutto questo. Sul quel campo quest'oggi era difficilissimo giocare e anche rimanere solamente in piedi diventava una piccola impresa. Condizioni queste molto precarie e pericolose per i pregiati “stinchi” degli azzurri e che i vari Lardieri, Corso e Palermo (tanto per citare quelli più tartassati) per merito dei loro rispettivi avversari hanno avuto l'onore di “provare e sentire”... in prima persona. Un debito morale quello del Rosazzo da dover estinguere a tutti i costi per “lavarsi” la coscienza in memoria dei recentissimi trascorsi, ma credetemi... non è proprio così che si gioca al calcio.
Azzurri oggi in formazione quasi tipo con i rientri dei vari Buzzinelli, De Fabris e Lardieri nei propri rispettivi ruoli con Ambrosino in una veste quasi inedita di centrocampista di sostegno a completare uno schieramento dal classico modulo 4 3 3 che tramutava a seconda dei vari cambiamenti tattici in chiave offensiva e difensiva. Nella prima mezz'ora di gioco è soltanto Virtus. Dapprima è Marangone a sfiorare il palo con un interessante lungolinea. Successivamente è Airoldi a mettersi in luce con un bel colpo di testa però molto fievole e direi... quasi pilotato. Un'uscita un po' troppo azzardata di Misley mette il panico nella retroguardia azzurra ma Cantarutti non ne sa approfittare spedendo alto sul montante. Nel finale finalmente gli azzurri si fanno vedere dalle parti dell'estremo friulano con un tiro di Subiaz che sorvola la traversa e con un provvidenziale quanto preciso anticipo di un difensore friulano su Palermo lanciato ormai a colpo sicuro verso la porta. La ripresa è contraddistinta più dagli scontri agonistici che da veri scontri di gioco... palla al piede. A farne le spese ripetutamente saranno però soltanto i nostri giocatori tant'è che prima capitan De Fabris e poi Francesco Cappellari dovranno forzatamente “abdicare” a favore rispettivamente dei giovali Uzila e Michelini. Gli azzurri capito l'antifona tirano i cosiddetti “remi in barca” e con l'intercedere dei minuti baderanno esclusivamente al sodo (nello specifico al prezioso punto) e a parte un tiro da lontano parato in due tempi da Misley non rischieranno più quasi nulla. Finisce così ancora una volta con un pari e patta a reti inviolate che per le nostre ormai croniche defaillance in fase offensiva probabilmente accontenta soltanto la formazione di Belviso e che invece per il loro gioco un po' troppo focoso non premia assolutamente (a mio avviso anche giustamente) i padroni di casa. Per quanto ci riguarda sul piano del gioco anche questa è stata un'altra prova poco convincente e non proprio brillantissima ma che però sul piano della tenacia, grinta ed orgoglio ha visto invece il Monfalcone combattere gagliardamente con... l'onore delle armi. Nel finale di partita il mister ha proposto Subiaz più avanzato al servizio dei nostri attaccanti facendo arretrare contemporaneamente Buzzinelli come uomo davanti alla difesa. Questa a parer mio è sembrata ragionevolmente una mossa azzeccata. Se tale prova sarà nel prosieguo ripetuta penso che i “piedi buoni” del buon Michele potranno senz'altro fungere da sapiente e provvidenziale supporto alle nostre smaniose ma attualmente abuliche punte. Il prossimo turno ci vedrà impegnati sul terreno di casa al cospetto del Cervignano. Nelle condizioni in cui ci troviamo or ora sarà senza dubbio un match di non facile lettura. Come prima cosa intanto vediamo di riuscire a recuperare gli infortunati e poi se ciò non dovesse essere possibile faremo, come si suol dire... di ogni necessità... virtù. I giorni trascorrono lenti e inesorabili ed il “tempo sovrano” sarà l'unico vero e implacabile arbitro a giudizio del nostro futuro. Assieme a ciò ci sarà però la matematica certezza che comunque vada noi tifosi saremo sempre pronti “a cuore aperto” a sostenere e ad incitare il nostro amato e glorioso vecchio Club... con passione e fede... Forza Azzurri! |
Non sono granché a conoscenza di quale sia la vera caratteristica di gioco della Virtus Corno ma quello che è certo è che l'odierno avversario è sceso in campo nel “freddo” e direi alquanto vetusto impianto di gioco con un occhio speciale al nostro riguardo ed i molteplici acciacchi ai danni dei tenaci giocatori azzurri (compreso gli infortuni di Francesco Cappellari e De Fabris) alla fine lo stanno ampiamente a dimostrare lasciando... un bruttissimo segno. Ad essere sinceri l'incidente accaduto al nostro prode capitano sarebbe forse più di natura occasionale... ma tant’é... È evidente che l'estromissione dalla coppa (da parte nostra) avesse lasciato al loro interno dei notevoli strascichi tanto da doverci aspettare “al varco” con il classico dente avvelenato... da “belva ferita”.